Archivio artistico – Edizioni rare
Negli scaffali di casa, tra scatole, cartelle e cassetti, ho conservato manifesti, locandine, prove di stampa, DVD, esperimenti grafici e piccole follie nate attorno a mostre, rassegne e performance dagli anni ’80 in avanti.
Qui trovi una selezione di materiali originali provenienti dal mio archivio personale: tirature limitate, locandine storiche, poster 70×100 cm, documentari di lavoro e altre testimonianze di una vita passata a impastare immagini, parole e musica.
Ogni pezzo indicato come disponibile è autentico e viene spedito direttamente dal mio studio.
Manifesti & locandine
Effetti Collaterali
La Madre di Tutte le Nebbie
Altre Letture
10ª Tappa – Amiche & Amici del Piccolo Formaggio
Piccolo Formaggio – 10ª Tappa
9ª Tappa – Amici del Piccolo Formaggio
Piccolo Formaggio – 9ª Tappa (Alle Volte)
8ª Tappa – Amici del Piccolo Formaggio
Piccolo Formaggio – 8ª Tappa (Dal Diaul)
1ª Rassegna – Amici del Piccolo Formaggio
Piccolo Formaggio – 1ª Tappa (Al Castello)
Materiali d’artista
Che Cosa Faccio Quando Dipingo
Leggi il testo critico di Giorgio Barassi
Non ci sono pittori. E quelli che ci sono, “fanno”, quando dipingono. Corredando la propria azione creativa con la nostalgia cantata da un altoparlante che sa di Al Bowlly, Billie Holiday ed altri eroi.
Lo scenario è chiuso dai dialoghi, tra parole mozzicate e qualche citazione, come quel “Gropius” che esce dalla bocca del maestro come una bestemmia da una bocca toscana… ma che bel culo, maestro!
Hai ragione, caro Valentinuzzi, qualcuno ha detto che la pittura è una commedia che si consuma con dolore… per dirlo aveva tempo. Condivido in pieno il tuo parere. Differenza tra poesia e pittura? Leonardo diceva che l’una arriva al cuore attraverso il senso meno nobile. La pittura vi arriva attraverso il senso più nobile.
Io dico che la pittura italiana ha bisogno di eroi e non di chiacchieroni. Oggi questi ultimi sono abbondanti ed eccedenti la misura.
La breve e intensa durata di uno di questi episodi allinea la creatività di Valentinuzzi a quella di certi informali. La brevità dell’operazione artistica come fatto che testimonia l’essenziale.
Di bello e vero c’è che Valentinuzzi concretizza in quei pochi attimi le attese creative di una vita che si dispone al nostro sguardo tra tavolo, schermo, carte, oggetti… come un modo per dire che lui è lì, è e sarà così e non cambia. Questo è dei grandi artisti. Onore al merito!
“…col penelòn te lo meto nel furgòn…” “…perchè el nero sporca el cùl…”
Nei dialoghi c’è l’umanità sognante che esce dai canoni in cui abbiamo ingabbiato la creazione artistica. Con Valentinuzzi capiamo che Michelangelo bestemmiava col Ghirlandaio, che Piero mandava affanculo il ragazzo di bottega, che Mantegna inveiva in mantovano verso chi chiedeva di eseguire.
Un artista che non bestemmia non vale molto: significa che tutto gli viene come lo pensa, che tutto va come lui vuole. Impossibile!
“Guarda quanto colore per fare un culo.” L’amara constatazione del creatore verso la creatura dà il senso della eterna lotta tra ragione e istinto, un’altra forma costitutiva del lavoro di Valentinuzzi.
Edizioni speciali
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