Suite’nd Abstraction raccoglie il ciclo completo delle ventiquattro Suite di Giorgio Valentinuzzi, opere nate dal rapporto tra pittura e musica, tra vibrazione cromatica, luce, ritmo e struttura compositiva.
La mostra è allestita presso l’Azienda Agricola Ferrin, a Camino al Tagliamento, in un luogo vivo, legato alla terra, al vino, alla convivialità e alla cultura. Non uno spazio neutro, quindi, ma un ambiente reale, abitato, capace di accogliere la pittura senza isolarla dal mondo.
Le opere sono disposte alternando tonalità maggiori e tonalità minori, come in una partitura visiva. Il visitatore non incontra soltanto una sequenza di quadri, ma un percorso fatto di rapporti, pause, variazioni, contrasti e risonanze.
Suite’nd Abstraction non è soltanto una mostra di pittura: è un attraversamento tra segno, suono, percezione e memoria. Ogni opera nasce da una tensione interna fra colore e ritmo, fra superficie e profondità, fra costruzione geometrica e vibrazione emotiva.
L’inaugurazione si terrà domenica 17 maggio alle ore 17.30. La mostra sarà presentata da Alessio Screm. Durante l’incontro interverrà Michele Codutti al clarinetto e armonica, mentre Diego Mattiussi leggerà brevi commenti dedicati alle opere.
Il giorno dell’allestimento
L’allestimento della mostra è cominciato sotto la protezione del tiglio, nell’unico momento in cui la pioggia sembrava disposta a concedere una tregua. Più di quaranta opere sono uscite dalla casa, caricate e trasportate verso Camino al Tagliamento, mentre il cielo friulano faceva quello che sa fare meglio: minacciare, aprirsi, richiudersi, cambiare idea.
Arrivati da Ferrin, le Suite hanno trovato una nuova misura. Le pareti, il vino, le vigne, gli animali, il cortile, il lavoro agricolo e la luce del luogo hanno cominciato a dialogare con le opere. Non si è trattato soltanto di appendere quadri alla stessa altezza, con laser, pazienza e qualche inevitabile stanchezza. Si è trattato di far respirare una sequenza, di darle ritmo, di accordarla allo spazio.
Le tonalità maggiori e minori si sono alternate come movimenti di una partitura. Ogni quadro ha trovato il proprio posto non come oggetto isolato, ma come voce dentro un insieme. La pittura, in quel momento, ha smesso di appartenere soltanto allo studio ed è entrata in un altro tempo: quello dell’incontro.
Intorno, il paesaggio faceva la sua parte: i fiori, le vigne, il cane, il gatto, i falchetti, il vento, la prima ciliegia di maggio. Tutto sembrava ricordare che una mostra non comincia il giorno dell’inaugurazione, ma molto prima: quando le opere lasciano la casa, quando gli amici arrivano ad aiutare, quando il luogo smette di essere soltanto luogo e diventa racconto.
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Suite ’nd Abstraction continua
La mostra non si chiude in una data. Continua nei video, nei reel, nelle apparizioni laterali, nei frammenti nati intorno alle opere, agli incontri e alle trasformazioni che la mostra stessa ha prodotto.
Una pagina raccoglie ora questi materiali: il video ufficiale, i reel, le tracce visive e le conseguenze in movimento di Suite ’nd Abstraction.
