Cantico dei Calici non accompagna.
Scorre.
È parola, ma anche ritmo. È verso, ma anche voce.
Un brindisi che non celebra. Espone.
Gioia e ombra. Ironia e dolore. Senza filtri.
Le lingue si mescolano. I dialetti restano.
Qui il canto non è ornamento. È necessità.
Ogni verso è un sorso. Non sempre dolce.
Si legge. Si beve.
E qualcosa resta.
Testo critico: Giorgia D’Alembra
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