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Il Solutore Linguistico
di Giorgio Valentinuzzi
Edizione digitale in formato PDF.
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ACQUISTA E SCARICA IL PDF – €8Il Solutore Linguistico
Un romanzo nato negli anni Ottanta e rielaborato nel 2025.
Ci sono libri che raccontano una storia seguendo una strada riconoscibile. Altri conducono il lettore in territori dove le regole si incrinano, la logica si piega, i personaggi mutano funzione e il linguaggio smette di essere un semplice strumento per diventare materia viva della narrazione.
Il Solutore Linguistico appartiene a questa seconda famiglia.
Al centro del libro si muove il Solutore, figura insieme ironica, colta, spaesata e ostinata, incaricata di raccogliere parole, informazioni e testimonianze per un’Enciclopedia di cui nessuno sembra conoscere fino in fondo il vero scopo. Attorno a lui si organizza un mondo diviso fra la Città Alta o Nuova e la Città Bassa, separate da una geografia insieme reale e visionaria: un deserto rosso, una montagna di rifiuti, zone di controllo, luoghi abbandonati, apparati tecnologici, figure grottesche e presenze ai margini.
La Città Alta rappresenta l’ordine, la regolazione, la sorveglianza, la fiducia assoluta nei dispositivi e nelle procedure. La Città Bassa conserva invece ciò che resiste all’omologazione: corpi imperfetti, memorie residuali, desideri, errori, deviazioni, libertà impreviste. Fra queste due polarità si svolge una vicenda che intreccia fantascienza, satira, assurdo e riflessione sul potere delle parole.
Il Solutore non è solo un personaggio. È anche un metodo, o almeno il tentativo di trovarne uno. Osserva, interpreta, raccoglie, collega, ma continuamente inciampa nei limiti di ogni linguaggio organizzato. Le parole, nel libro, non servono soltanto a descrivere. Possono deformare, nascondere, spostare, ferire, confondere, smascherare. Possono persino diventare un campo di battaglia.
Fra le figure che accompagnano o contrastano il suo percorso compaiono Arkangel Gabriel, la Segretaria, il Nano, il robot-computer spia, lo Scienziato Biochimico e l’Animale Meccanico: personaggi che hanno spesso qualcosa di teatrale, allegorico e caricaturale, ma che finiscono col rivelare anche una loro sostanza emotiva e simbolica. Ognuno porta con sé un diverso rapporto con il linguaggio, con l’autorità, con l’errore e con il corpo.
La struttura dell’opera conserva volutamente qualcosa della sua origine: prima di essere romanzo, Il Solutore Linguistico fu infatti una bozza di sceneggiatura elaborata tra il 1982 e il 1983. Nel 2025 Giorgio Valentinuzzi è tornato su quel materiale, lo ha attraversato di nuovo e lo ha sviluppato in forma narrativa, mantenendo però il carattere ibrido dell’opera: racconto, dialogo, descrizione, riflessione, deviazione.
Per questo il libro possiede un andamento anomalo e personale. Non cerca di rassicurare il lettore con uno svolgimento lineare, ma gli propone possibilità di lettura, scarti, riprese, biforcazioni. Anche quando diverte, inquieta. Anche quando appare leggero, lavora su domande profonde: che cosa significa comprendere? Chi controlla il significato delle parole? Fino a che punto la tecnologia interpreta davvero ciò che raccoglie? E che cosa resta umano quando tutto sembra ridursi a funzione, archivio, classificazione?
In questo senso, Il Solutore Linguistico non è soltanto un testo narrativo, ma un esperimento sulla lingua e sui suoi poteri. Un libro che usa il paradosso per illuminare il reale, e l’immaginazione per avvicinarsi a ciò che nel reale resta spesso invisibile.
L’edizione digitale qui presentata restituisce questo lavoro nel suo assetto del 2025, accompagnato da prefazione e postfazione. È un’opera che nasce da lontano, ma continua a interrogare il presente.
Un libro da leggere come si attraversa un territorio non del tutto mappato: con attenzione, disponibilità allo scarto e fiducia nel fatto che, a volte, proprio dove il senso sembra incrinarsi, comincia a mostrarsi qualcosa di essenziale.
