Descrizione
Una storia d’arte e amicizia
Questo libro racconta Bruno Munari da un punto di vista particolare: non quello dello storico, del critico o del celebratore, ma quello di un amico.
Giorgio Valentinuzzi incontra Munari a Brescia nel 1980. Sono diversissimi per aspetto, temperamento e modo di stare al mondo, ma quasi immediatamente scoprono una profonda consonanza nel modo di pensare l’arte, la vita, il lavoro e la libertà creativa. Da quell’incontro nasce un rapporto destinato a durare quasi vent’anni.
Il libro procede per “movimenti”, come una composizione musicale. La prima parte è autobiografica: incontri, viaggi, visite nello studio milanese di Via Vittoria Colonna, discussioni, progetti, battute, lavori condivisi. Munari appare così com’era nella quotidianità: curioso, ironico, generoso, capace di passare con naturalezza da una riflessione sull’arte a una passeggiata dal fruttivendolo, da un laboratorio per bambini a una serigrafia, da un’idea apparentemente minima a un progetto capace di cambiare forma alle cose.
Tra i due non c’è il rapporto maestro-allievo. C’è piuttosto uno scambio continuo. Si discutono colori, opere, tecniche, progetti. Si lavora insieme. Valentinuzzi realizza materialmente serigrafie di Munari, tra cui il Negativo-Positivo del 1982-83; Munari interviene su progetti di Valentinuzzi, collabora alla copertina di un QDisc, partecipa a PatchPatchWorkWork con Ottavio Missoni e a successive iniziative espositive.
È soprattutto nel dialogo che il libro trova la sua voce. Munari non è mai immobilizzato nell’immagine del “grande maestro”. Ride, scherza, contraddice, provoca, si incuriosisce. Quando Valentinuzzi gli parla delle proprie ricerche sulla simultaneità, gli mette in mano un suo libro; quando discutono di serigrafia, riconosce analogie tra le loro esperienze; quando si parla di fama, liquida tutto con una battuta: “Famoso è Celentano.”
La seconda parte raccoglie immagini, opere, documenti, eventi e testi di altri autori. Molto materiale proviene dall’archivio personale di Giorgio Valentinuzzi; alcuni scritti sono inediti. Nel volume trovano posto anche le tracce concrete di quasi vent’anni di collaborazione: serigrafie, progetti, fotografie, esposizioni e materiali che restituiscono non soltanto un percorso artistico, ma una relazione umana.
Il risultato non è una biografia di Bruno Munari e neppure un libro celebrativo. È il tentativo di restituire una presenza: il modo in cui una persona rimane viva nei gesti, nelle parole, nelle risate, nelle cose costruite insieme.
Perché, in fondo, questo libro parla anche di una cosa molto semplice: quanto sia raro e prezioso poter lavorare con chi si ama e con chi si stima.
E forse il modo migliore per raccontare Munari è proprio quello che lui stesso suggeriva: togliere il superfluo, lasciare vivere le idee e non complicare ciò che può essere semplice.
“La semplificazione è il segno dell’intelligenza…”







Recensioni
Ancora non ci sono recensioni.