Cantico dei calici – Poesie conviviali – Edizione digitale

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Cantico dei Calici è una raccolta poetica nata tra il 1989 e il 2002, costruita dentro la vita e non al riparo da essa. È fatta di notti, amici, amori, vino, viaggi, camere d’albergo, morte, memoria, desiderio, rabbia, ironia e improvvise aperture di luce.  Il titolo non allude soltanto al bere. Il calice diventa il luogo dell’incontro, dello scambio, della convivialità, ma anche della perdita, della passione, della vita e della morte. Il vino attraversa queste pagine come le parole: unisce, consola, ferisce, altera la percezione e riporta a galla ciò che il tempo tenta di sottrarre. La scrittura procede…

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Descrizione

Cantico dei Calici è una raccolta poetica nata tra il 1989 e il 2002, costruita dentro la vita e non al riparo da essa. È fatta di notti, amici, amori, vino, viaggi, camere d’albergo, morte, memoria, desiderio, rabbia, ironia e improvvise aperture di luce.  Il titolo non allude soltanto al bere. Il calice diventa il luogo dell’incontro, dello scambio, della convivialità, ma anche della perdita, della passione, della vita e della morte. Il vino attraversa queste pagine come le parole: unisce, consola, ferisce, altera la percezione e riporta a galla ciò che il tempo tenta di sottrarre.

La scrittura procede per frammenti, accelerazioni, ripetizioni, scarti improvvisi. Non segue una trama lineare: ricordi, immagini, nomi, luoghi e pensieri si sovrappongono secondo il ritmo della memoria e dell’emozione. La lirica si mescola al racconto, al monologo interiore, alla riflessione filosofica e alla provocazione.  Il linguaggio è libero, spesso crudo, talvolta feroce, altre volte tenerissimo. Italiano e friulano convivono nello stesso spazio poetico, radicando il libro in una terra, nei suoi suoni, nella sua gente e nei suoi modi di parlare, ma senza trasformarlo in poesia regionale: il Friuli diventa punto di partenza per interrogare il tempo, l’amore, la solitudine e la memoria.

Molte poesie sembrano nate nell’urgenza della notte, quando il pensiero smette di ordinarsi e comincia a fluire. Persone amate, amici morti, incontri, sesso, musica, arte e ricordi lontani entrano nello stesso movimento, senza gerarchie. In alcuni testi il riso convive con il lutto; in altri la volgarità si trasforma improvvisamente in tenerezza o paura.  Il libro arriva infine a una forma di pacificazione che non è resa. È piuttosto la consapevolezza di poter accogliere insieme caos, bellezza, dolore e desiderio senza obbligarli a diventare ordinati.

Cantico dei Calici è quindi un brindisi, ma non celebrativo. È un brindisi alla vita proprio perché ne conosce la precarietà.

Una poesia conviviale, sì. Ma con il bicchiere alzato anche verso chi non c’è più.

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