La giostra del sole – Edizione digitale

8,00 €

La Giostra del Sole nasce dall’incontro tra la memoria orale di Giuseppe Paron e il lavoro di scrittura, elaborazione e ricerca di Giorgio Valentinuzzi. Paron portò con sé appunti, ricordi familiari, parole, ricerche linguistiche e un patrimonio di racconti tramandati. Valentinuzzi ne costruì la forma narrativa, trasformando quel materiale in una lunga Friuliade: una saga sospesa tra memoria storica, leggenda, lingua, cronaca familiare e favola. Il libro, infatti, porta fin dall’inizio questa doppia natura: è un romanzo di Giuseppe Paron, realizzato da Giorgio Valentinuzzi, con soggetto, ricordi e ricerche linguistiche affidati al primo e redazione, revisione, elaborazione dei testi, ricerche…

Category:

Descrizione

La Giostra del Sole nasce dall’incontro tra la memoria orale di Giuseppe Paron e il lavoro di scrittura, elaborazione e ricerca di Giorgio Valentinuzzi.

Paron portò con sé appunti, ricordi familiari, parole, ricerche linguistiche e un patrimonio di racconti tramandati. Valentinuzzi ne costruì la forma narrativa, trasformando quel materiale in una lunga Friuliade: una saga sospesa tra memoria storica, leggenda, lingua, cronaca familiare e favola. Il libro, infatti, porta fin dall’inizio questa doppia natura: è un romanzo di Giuseppe Paron, realizzato da Giorgio Valentinuzzi, con soggetto, ricordi e ricerche linguistiche affidati al primo e redazione, revisione, elaborazione dei testi, ricerche e realizzazione editoriale al secondo.

Al centro c’è una famiglia friulana e, attorno ad essa, un mondo intero. Phether Prohnk, bisnonno di Paron, diventa il fulcro di una memoria che attraversa generazioni, mulini, barche, contrabbandieri, viaggiatori, contadini, nomadi, nobili, guerre, riti e racconti. Il fiume Stella non è solo uno sfondo: è una presenza continua, il luogo lungo cui si muovono uomini e merci, si costruiscono mulini e si accumulano storie.

In queste pagine la realtà non si separa mai del tutto dalla leggenda. Le due cose convivono, si sovrappongono, si contaminano. La Storia ufficiale entra in contatto con quella raccontata dai vecchi; i ricordi familiari si mescolano con figure mitiche, superstizioni, riti, magie, guerre dimenticate e personaggi che, a forza di essere narrati, diventano simboli.

Anche la lingua ha un ruolo centrale. Il friulano non è decorazione, non è semplice traduzione dell’italiano: conserva una visione del mondo. Nomi, parole, formule, termini tecnici e soprannomi restano attaccati alle cose che nominano. Perderli significherebbe perdere anche una parte di ciò che quelle cose sono state.

La ruota del mulino diventa allora una delle immagini profonde del libro. Gira, scandisce il tempo, trascina le barche controcorrente e continua a tornare. Nel racconto, la Terra stessa viene definita una giostra che ruota attorno al Sole e su se stessa: da qui il titolo, che non è soltanto poetico, ma contiene l’idea stessa della memoria, del tempo e del ritorno.

Il libro raccoglie viaggi, danze, riti propiziatori, magie, sortilegi, gesta eroiche e figure divenute quasi leggendarie. È il deposito di un mondo tramandato soprattutto attraverso la voce, prima ancora che attraverso la pagina.

E proprio per questo la sua storia editoriale ha qualcosa di perfettamente coerente con il libro stesso: circa mille copie furono vendute direttamente nelle osterie friulane. Un risultato commerciale notevole, certo, ma anche qualcosa di più: una storia nata dalla voce, affidata alla scrittura, tornava nei luoghi dove le storie continuano a passare di tavolo in tavolo, di bicchiere in bicchiere, di bocca in bocca.

La Giostra del Sole non si legge soltanto per sapere che cosa è accaduto, ma anche per comprendere come una comunità ricorda, trasforma e tramanda.

E, forse più di tutto, si legge per tornare.

Il lavoro originario fu scritto e preparato per la stampa tra maggio e dicembre 2005.

Visualizzazioni: 1

Recensioni

Ancora non ci sono recensioni.

Solamente clienti che hanno effettuato l'accesso ed hanno acquistato questo prodotto possono lasciare una recensione.

La Gallerista